Salvini e la mezz’ora di bugie dall’Annunziata

(di Massimo De Simoni)

 

Imbarazzante insufficienza dell’Annunziata che nell’odierna intervista a Salvini ha consentito al leader della Lega di dire cose oggettivamente insostenibili, senza neanche abbozzare un contraddittorio sulle sciocchezze che il leghista andava sciolinando; la perla (tra le tante) è stata quella con la quale ha tentato di giustificare il “no” della Lega sia al MES che al Recovery Fund per recuperare le risorse necessarie ad avviare la ripartenza del Paese.

Salvini ha avuto l’ardire di sostenere che all’Italia converrebbe emettere dei propri titoli di Stato anziché ricorrere alle risorse del MES, in quanto quelle risorse – ha continuato Salvini – sono un prestito e pertanto dovranno essere restituite.

Mi correggo, perché infatti l’affermazione del Salvini non è ardita, ma è proprio del tutto sbagliata e molto probabilmente neanche in buona fede.

Salvini infatti non sa (o finge di non sapere) che anche l’emissione di titoli nazionali rappresenta un debito che lo Stato contrae nei confronti di chi li acquista; Salvini non sa (o finge di non sapere) che le risorse MES saranno acquisibili con un tasso di interesse dello 0,1% mentre l’emissione di titoli di Stato oggi dovrebbe essere fatta a tassi (e quindi costi) notevolmente maggiori, forse anche oltre il 3 o il 4% (ovvero da trenta a quaranta volte il tasso MES ); Salvini non sa (o finge di non sapere) che quei maggiori costi (di interessi passivi) dovrebbero essere pagati dai cittadini sotto forma di incremento di tasse o taglio di servizi; Salvini non sa (o finge di non sapere) che oggi (soprattutto oggi, nella crisi del dopo-Covid) per i mercati e per i risparmiatori che acquistano titoli di debito pubblico la garanzia offerta dalla Banca Centrale Europea è di gran lunga più forte rispetto a quella che potrebbe offrire la banca centrale di qualche stato membro dell’Unione Europea.

Purtroppo troppo spesso la propaganda fa premio sulla realtà delle cose e il fatto che chiunque si possa improvvisare nell’affrontare anche delle tematiche complesse, senza essere contraddetto, non aiuta a comprendere la gravità di alcune affermazioni.

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