Municipio settimo, il divorzio Lozzi – Cinque stelle

(di Massimo De Simoni)

 

La decisione della Presidente del Municipio VII Lozzi di abbandonare il Movimento cinque stelle per aderire all’antistorico movimento di Paragone (nato intorno allo slogan Italexit) pone un problema di verifica rispetto all’esistenza di una maggioranza politica municipale.

Al riguardo è imbarazzante il tentativo messo in atto dai consiglieri municipali pentastellati per cercare di minimizzare la vicenda, con l’evidente obiettivo di rimanere aggrappati al posto in Consiglio il più a lungo possibile

Ma purtroppo per loro la Lozzi (quella stessa Lozzi che non più tardi di due mesi fa annunciava la sua candidatura a sindaco con il M5S) non le manda a dire e senza mezzi termini afferma che il M5S è diventato un “contenitore in cui non ci sono spazi democratici di dialogo, dove non c’è valorizzazione degli attivisti e del territorio”, concludendo con un giudizio totalmente negativo su tutta l’esperienza di amministrazione della Città da parte della Giunta pentastellata guidata da Virginia Raggi; sarebbe fin troppo facile aggiungere che ce ne eravamo accorti molto prima di lei.

Nonostante quelle sferzanti dichiarazioni – che non lasciano spazio ad equivoci – il capogruppo cinque stelle del settimo municipio Andrea Guido Roy decide di far finta di nulla e fa un comunicato in cui parla di “miglior governo su Roma da molti anni a questa parte” e addirittura di maggioranza municipale “mai spaccata”, con la Presidente Lozzi che li ha appena abbandonati; chissà, forse non aveva letto i giornali prima di fare il comunicato?

In tutto ciò va segnalato che la Lozzi una coerenza la manifesta, ma purtroppo è solo rispetto alla sua ferma ambizione di candidarsi a sindaco, sempre e comunque; come, perché e con chi, poi si vedrà.

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