(di Massimo De Simoni)

 

L’anno appena trascorso ci ha insegnato cose, in termini politici e sociali, delle quali dovremmo fare tesoro; il 2019 ha dimostrato che non esistono risultati scontati, scelte irreversibili o strade senza ritorno. E’ un insegnamento che ci dovrebbe consentire di affrontare il futuro con meno pessimismo, a patto che la politica si occupi di questioni reali anziché avvitarsi su tematiche autoreferenziali.

La politica deve occuparsi maggiormente di chi soffre e se ne deve occupare con spirito di “compassione”, ovvero con compartecipazione alle difficoltà delle persone e con disponibilità alla condivisione del loro disagio.

Pietro Scoppola – autorevole esponente del cattolicesimo democratico – definiva la politica “come disegno per il futuro, come valutazione razionale del possibile e come sofferenza per l’impossibile”. Quest’ultimo aspetto manca nell’agire di molti che oggi svolgono funzioni politiche o istituzionali; per non parlare poi della carenza di disegni per il futuro e di razionalità!

In questi anni il rispetto per la cultura liberale ha finito spesso per aprire le porte ad idee che sconfinano nel perimetro del liberismo, facendo scivolare in secondo piano la centralità della persona umana e della sua dignità; le logiche di mercato si possono ragionevolmente applicare all’economia ed ai suoi meccanismi, ma non al funzionamento dell’intera società ed alla sua crescente complessità.

La competizione non può essere l’unica unità di misura sociale. Il disagio e la povertà non possono essere considerate e vissute come se fossero delle colpe.

La vera innovazione, verso quel nuovo umanesimo di cui parla Papa Francesco, sarà quella di riuscire a mettere al centro delle scelte politiche le donne e gli uomini che combattono la quotidiana battaglia di sopravvivenza per migliorare sé stessi ed il mondo circostante.

Se si comprenderà questo, l’anno che sta arrivando sarà un buon anno per tutti.

 

AUGURI PER UN BUON 2020